giovedì 29 settembre 2016

Antos crema nutriente viso

Helloooo helloooo helloooo!

Ho terminato la cremina di cui, e due parole ce le spendo volentieri.

Ditta: Antos Cosmesi Naturale.
Prezzo: 7,50 euro x 50 ml

Inci – aqua, cetearyl olivate-sorbitan olivate*, glyceryl stearate*, carthamus tinctorius seed oil*, macadamia ternifolia seed oil*, triticum sativum seed oil*, glycerin, chamomilla recutita extract**, panax ginseng extract**, hypericum perforatum extract**, caprylic-capric triglyceride*, ceramide 3*, phospholipds*, cetearyl alcohol*, glyceryl caprylate*, stearic acid* (vegetal), tocopherol*, p-anisic acid, fragrance, limonene, linalool. *materie prime certificate o approvate da Ecocert /** erbe officinali da coltivazioni bio.
link: http://www.antoscosmesi.it/product/crema-nutriente/
Trattasi di classico errore da "Carrello internettesco-butta-dentro": avete presente quando state facendo la spesa virtuale e seguendo la lista che avete compilato inserite nel carrello la referenza vicina a quella desiderata e poi, sicurissime, non controllate più e... ZACCHETE la cazzata?
Ecco.
Mi sono ritrovata una crema che non potevo usare sul viso (ci ho provato) perché troppo pesante per il mio tipo di pelle - se vivessi in alta montagna magari andrebbe bene, ma in pianura per me è "troppa".
Però.
Però l'ho subito convertita in crema collo e décolleté ed è stato AMMMMORE VERO: si fondeva pienamente e ammorbidiva la pelle per ore.
Se la Antos facesse una crema corpo con gli stessi ingredienti e composizione di questa per il viso, avrei svoltato - esssì, l'ho provata anche sulle braccia e sulla pancia e mi è piaciuta tantissimo.
Certo, per il prezzo che la Antos fa per 50 grammi, e considerato quanto diamine costano le creme corpo di media e alta gamma (bio e non bio), potrei farcelo un pensierino di pigliarne un 4 confezioni e usarle come crema corpo e...schiatti l'avarizia.
Consigliatissima!!!!!
(No sul viso per pelli grassocce, ok?)
Bye
Gattone


Disclaimer: come previsto dalle regolamentazioni FTC introdotte il 1 Dicembre 2009, nessun prodotto mostrato mi è stato inviato gratuitamente. Tutto è stato comprato con i miei soldi e le opinioni che esprimo sono le mie e di nessun altro. Le foto le ho fatte io per non violare alcun copyright.

domenica 25 settembre 2016

Tonico addolcente viso di Le Driadi

Ciao e ben trovate in una nuova...disavventura cosmetica:-(

Un tonico, siore e siori. Un cazzo di tonico.Quanto si può sbagliare con un tonico? Se puote eccome.

Quando io prendo un tonico o una lozione, voglio un tonico o una lozione.
Nel  mio immaginario la lozione è un trattamento più complesso del tonico; il tonico a sua volta NON è semplicemente un'acqua floreale, ma un liquido contenente varie sostanze umettanti o astringenti ecc. Si passa sul viso e non si risciacqua più.
Motivo per cui, MAI deve contenere tensioattivi, perché io non li lascerei sul viso (vi pare il caso?).

Bene, avete presente la fretta ma anche la distrazione? Ecco che dal binomio viene fuori il "Tonico addolcente viso" di Le Driadi - da Tigotà.

9,95 x 200 ml

INCI: AQUA, POLYGLYCERYL-4 CAPRATE, ARGANIA SPINOSA KERNEL OIL*, PULLULAN, BETAINE, LACTIC ACID, BENZYL ALCOHOL, SODIUM BENZOATE, POTASSIUM SORBATE, PARFUM**. * Ingredienti da agricoltura biologica ** Profumi senza allergeni

POLYGLYCERYL-4 CAPRATE*: ma porca di quella maiala zozza. Un tensioattivo. Non avevo letto l'inci, lo avevo preso "Sulla fiducia". Oggi l'ho usato e....LA MALEDETTA SCHIUMETTA!!!!!!!!!


Mi toccherà usarlo come fosse una micellare o giù di lì. 



Uffa.



Baruffa.



Vi giro le indicazioni di un sito che vende materie prime cosmetiche, così vedete esattamente di che cosa sto parlando: http://www.glamourcosmetics.it/it/polyglyceryl-4-caprate

("per detergenti corpo, saponi liquidi, oli da bagno")


Ma un bel vaffanculo non glielo vogliamo mandare?????????



Bye

Gattone tristanzuolo.

martedì 20 settembre 2016

"Poesie nell'angolo" - pagina Facebbok

"Cerchiamo di goderci tutto.
Il tragitto per andare al lavoro.
Una noiosa fermata del tram.
La fatica.
La rabbia.
L'alba ... Vabbe', l'alba è facile.
Non sporchiamoci l'anima con i soliti luoghi comuni, ci siamo alzati dal letto perché siamo fortunati.
Punto.
Godetevi anche i punti.
Ricordiamocelo sempre.
Godetevi ciò che vi irrita.
Ciò che vi delimita.
Godetevi i giorni facili, quelli difficili.
L'aria fresca di fine settembre.
L'aria fresca del primo sorriso di chi ha voglia di sorridervi.
Noi, siamo sognatori ... Godiamoci anche questo.
Godetevi le cose non facili.
Guardatevi attorno.
Godetevi ogni vostra decisione.
Guardatevi dentro.
Se volete scappare ... Fatelo."
(Gianluca Nadalini)

"Lo apro da sola, grazie"

https://lunanuvola.wordpress.com/2016/09/16/il-barattolo/

Il barattolo

mondo-nel-barattolo
Non si tratta del fatto che so come fare il bucato. E’ che quando avevo quattro anni sapevo come piegare gli abiti; piccole mani al lavoro accanto a mia madre, mentre mio fratello maggiore stava seduto e giocava con i suoi giocattoli. E’ che io so quale tipo di detersivo funziona, ma mio padre tira a indovinare. E’ che al mio primo anno di università avevo una fila di ragazzi bisognosi che io gli spiegassi come usare la lavatrice. E’ che la prima porta a cui hanno bussato era la mia. E’ che si aspettavano che io lo sapessi.
Non si tratta del fatto che so come cucinare. E’ che il regalo di Natale più grande da me ricevuto era una cucinetta di plastica che non ho mai usato, eccetto che per salirci sopra. E’ che la usava di più mio fratello, le sue mani come un effetto fantasma su interruttori rosa e quadranti gialli. E’ che quando al lavoro c’è bisogno di una torta di compleanno, si rivolgono a me. Io la prendo da Costco (catena di supermercati, ndt.). Cucinare nemmeno mi piace. Un ragazzo brucia il popcorn nel forno a microonde del dormitorio e ride. La settimana successiva, io faccio la stessa cosa e lui sbuffa verso di me: “Ti ho appena cancellata dalla mia lista di possibili mogli”. E’ che ho sentito cose simili così tante volte che ho riso anch’io.
Non è che non mi piaccia essere femminile. E’ che sono tornata a casa con i lividi per aver tentato di fare acrobazie in bicicletta e ho sentito la parola “maschiaccio”, e ho percepito la mia piccola bocca dire: “Ma io non sono un maschio, sono una femmina.” E’ che in risposta hanno riso. E’ che fino a quando non sono stata seduta nel mio grazioso vestito, con un gran grazioso sorriso, battendo le ciglia sui miei occhioni graziosi, il titolo “femmina” non mi è stato restituito. E’ che sino a quando non mi sono truccata e non mi sono fatta acconciare i capelli sono stata oggetto di bullismo; è che quando non mi trucco sono una sciattona, è che la mia diagnosi di salute mentale sta appesa al filo dell’essere ben vestita. E’ che il mio terapeuta mi vede tornare al rossetto brillante e mi dice che gli sembro più felice e io devo spiegargli che sono più triste di quanto sia mai stata. E’ che mi vesto con uno strato di roba sopra l’altro ogni volta in cui prendo un treno, perché è meglio che mi ridano dietro piuttosto che mi molestino.
Non è il fatto che so come pulire, è che i lavoretti di mio fratello erano all’aperto dove io volevo essere, e i miei erano all’interno. E’ che avrei tolto le erbacce dal giardino meglio di lui, se me lo avessero lasciato fare. E’ che mi si fa carico di mettere in ordine i casini altrui, e ci si aspetta che io esegua senza lamentarmi.
Non è che io non sappia aprire il barattolo. E’ che tu lo chiedevi sempre a mio fratello per primo. E’ che sono spinta in posizioni docili, addestrata a credere che se il mio corpo è forte e in salute è brutto, addestrata a essere meno, a essere debole. E’ che il barattolo è anche la scienza, è anche l’ingegneria, è anche ogni lavoro, ogni opportunità. E’ che tu ridi più velocemente se la barzelletta la racconta lui, che lui lo prendi seriamente ma non prendi in considerazione me, che quando lui alza la voce è assertivo ma quando lo faccio io sono isterica. Il barattolo è salire in auto con uno sconosciuto come guidatore e chiedersi se è l’ultima corsa che facciamo. Il barattolo è sapere che se ci succede qualcosa è colpa nostra.
E’ che sono fiacca e non so se lo sono e basta o se sono stata addestrata a esserlo. E’ che dobbiamo sedere graziosamente con i nostri graziosi sorrisi e le nostre graziose parole intrappolate in modo grazioso e silenzioso nelle nostre gole, le nostre mani irrequiete ma graziose se inattive, i nostri corpi vascelli per null’altro che un futuro abito bianco. E’ che ci hanno insegnato che qualcun altro aprirà il barattolo per noi.
Il segreto è questo: tieni i coperchi di metallo sotto l’acqua calda, si dilateranno più velocemente del vetro che coprono. Il segreto è questo: quando ci tenete sotto l’acqua calda, noi facciamo di più che ribollire di furia. Ci espandiamo oltre i nostri confini. E impariamo ad aprire le nostre bocche, i nostri artigli, le nostre urla appese ad aquiloni sopra le città.
Datemi solo una possibilità. Datemi una possibilità a quattro anni, a sette anni, a ventitré. Prometto che posso essere straordinaria. Datemi il barattolo. Vi mostrerò qualcosa.”
Raquel de Alderete, 23 anni, settembre 2016 (trad. Maria G. Di Rienzo)